PazzamenteMamma

20 ANNI FA

Quando sono venuta a vivere a Roma, quasi 20 anni fa, per i primi due mesi ho vissuto a casa di una vecchiettina.
Avevo la mia stanzetta, allegra come un loculo.
Condividevo il bagno con la signora e le sue cocorite, che mi tenevano compagnia mentre cagavo.
E ovviamente condividevo la cucina.
Ma la badante della vecchietta, sputava nel lavandino della cucina. Così, a buffo.
Lei passava e sputava, tanto che pensavo fosse una sorta di rituale.
Perciò, dopo aver assistito una volta a questa meravigliosa scena, decisi che lì non avrei mai cucinato.
Per fortuna all’università avevo la mensa praticamente gratuita, perciò pranzo e cena erano assicurati (tanto dopo le lezioni mi fermavo a studiare in biblioteca).
Restava il problema della colazione.
Ma davanti casa c’era un piccolo bar.
Quindi all’indomani del mio arrivo nella capitale, sono entrata e ho chiesto un cappuccino.
Aggiungendo poi “mi dia anche una pasta”.
Il barista mi ha fissata attonito, e mi ha detto “qui non abbiamo primi, è solo bar”.
Maledizione ho pensato….come cazzarola le chiamano qui le paste…
“Guardi…voglio una di queste…”
E ho indicato col dito il vassoio.
“Ah er cornetto…”
Si…la pasta per lui era “er cornetto”.
E ci stava…
Ma era solo l’inizio.
L’inizio dell’accettazione del fatto che qui a Roma se sbatti “hai infrociato”, le mani sono mano piene de diti e la caramella ha 2 M.
😅😅🤣🤣🤣

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