PazzamenteMamma

DI QUANDO SMISI DI CREDERE NELL’AMORE

Tanto tempo fa, una mattina di maggio, smisi di credere nell’amore.
Avevo poco più di 20 anni, tutta la vita davanti, ma decisi che non ci sarei cascata mai più.
Avevo sofferto troppo, in un modo atroce, e anche solo respirare faceva male.
Uscii da quella casa che non mi aveva mai accolta davvero, e tornai nella mia stanzetta assolata, piena di crepe e di libri.
Mi spogliai, e piansi tutte le lacrime che avevo.
A un certo punto decisi di alzarmi, e mi guardai allo specchio.
Non mi truccavo mai, ma quel giorno lo avevo fatto.
E adesso il mio riflesso era un panda triste e impaurito.
Era il 2003.
Quell’anno faceva un caldo atroce già da aprile.
E c’era un silenzio assordante, come se quella città eterna si fosse fermata per rispetto al mio dolore.
Feci una doccia, uscii per comprare qualcosa per cena, e tornai subito nella mia stanza.
Ricordo di aver guardato la tv per ore, un programma dietro l’altro.
Mi appisolavo, e ogni risveglio era una pugnalata al cuore, quando le mie maledette sinapsi mi ricordavano il dolore.
Quel giorno decisi che l’amore faceva schifo.
Che l’amore era solo una fottuta farsa, un gioco subdolo e meschino dove uno dei due, inevitabilmente, perdeva sempre.
Poi però, una mattina di maggio, squillò il telefono.
Era lui.
Lui conosciuto per caso.
Lui che chissà chi era.
Lui così spavaldo, occhi verdi, la musica in testa.
E mi dissi che non dovevo rispondere.
Che ero troppo debole.
Che mi avrebbe spezzato il cuore di sicuro. Di nuovo.
Invece ho risposto.
E lui quel cuore, lo ha raccolto per me.
Non ha trascurato nemmeno un frammento.
Ed ha rimesso assieme ogni singolo pezzo al suo posto.
Lui che mi ha aperto gli occhi, che mi ha costretta a svegliarmi, che mi ha rimessa al mondo, svelandomi ciò che mai avrei creduto: che ero degna diessere amata.
E rispettata.
Lui che rifletteva il bello di me.
Che non smetteva un secondo di fissarmi.
Lui che ancora dopo anni, due figli, una vita, mi porta in alto anche solo con uno sguardo.
Lui che non ha avuto paura di crederci ancora, e che all’inizio ha dovuto crederci anche per me.
Lui che mi cammina accanto, senza mai superarmi, senza mai lasciarmi indietro.
Lui che ha fatto della mia vita, un capolavoro.

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