PazzamenteMamma

A VOLTE SENTO CHE MI MANCA L’ARIA

A volte sento che mi manca l’aria, incastrata in giornate tutte uguali, dove non succede mai nulla di nuovo, di diverso.
E mi chiedo come potrà mai un domani mancarmi tutto questo.
Passiamo gli anni in cui i figli sono piccoli, a sperare che si sbrighino a crescere.
E da ciò che sento, chi adesso ha i figli grandi, vorrebbe tanto poter tornare indietro.
Ma è possibile che non possa esserci una via di mezzo in questo gran casino dell’essere madre?
Io stessa vivo la mia condizione di materna popolarità già adesso, condizione che mi vede sperare che crollino addormentati la sera in 2 secondi netti, e aspettare il mattino per poterli finalmente riabbracciare e sbaciucchiare.
Oppure lanciarli a scuola alle 8,25 per poi non vedere l’ora di riprenderli alle 16.
Probabilmente è una sottile forma di masochismo, quella che accompagna le madri.
Ci piace patire, altrimenti non vedo altre spiegazioni.
Perché mai dovremmo desiderare pomeriggi di lego e cartoni e litigi, cene buttate nel secchio, notti insonni, coliche dentini, e poi ancora l’attesa, sveglie, di figli ormai grandi in giro chissà dove.
Perché mai, nonostante tutto ciò che ci raccontano prima, e durante il nostro essere madre, reiteriamo questa cosa del far figli?
Come mai quella sera lì, che non era nemmeno sabato, abbiamo fatto l’amore e ci siamo addormentate sognando minuscoli piedini cicciotti?
Ve lo dico io perché.
Perché un figlio, lo sappiamo, ti leva il sonno, la serenità, la leggerezza, la spensieratezza.
E spesso sembra ci levi la vita.
In realtà, beh, la vita è lui a donarla a noi, rendendoci parte di un disegno così complesso, bello, importante, che a parole non si può spiegare.
Io so solo che rifarei tutto, e quando lo penso mi dico “sei pazza, sei folle…”.
Eppure è così.
Perché mettendo al mondo i miei figli, io ho imparato così tanto, ho ricevuto così tanto amore, che non basterebbe il mare per spiegarlo.
E volte mi manca l’aria, si.
E il sonno.
E a volte la vecchia me bussa prepotentemente, urlando al cielo quanto sia stanca.
Ma le sue urla sono coperte dalle risate dei miei figli, sono lontane, e se alzo la musica e mi metto a ballare con loro, non le sento più.

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