PazzamenteMamma

QUANDO PIOVE…FUORI SCUOLA!

Una delle piaghe dell’umanità sapete qual è?
I genitori fuori scuola quando piove, che Dio vi fulmini!

Io davvero non riesco a capire come sia possibile creare un disagio simile anche se fa appena due gocce d’acqua.
Innanzitutto, la regola aurea è che se piove, devi arrivare con la macchina dentro il cortile della scuola, perché non sia mai che il bambino si bagni, non scherziamo!

Ma ovviamente, con la macchina davanti al cancello ci vogliono arrivare tutti! E millemila macchine in front of the cancel don’t ci stanno, quindi tutto suonano! Cazzo soni dico io! Te sei infilato in terza fila, devi fa scende nonna con l’ombrello per lei e uno per il ragazzino, che ovviamente la scarichi in mezzo al delirio, con l’ombrello che je se apre mezzo dentro e mezzo fuori la macchina, la dottor scholl’s che je se sfila, la borsa de coccodrillo e il cellulare in mano perché ” ah ma tiette er cellulare che se me devo spostà almeno te chiamo!”
(che poi…apro parentesi, se tua madre di 75 anni non sente il cellulare in condizioni normali, dentro casa, secondo te lo sente squillare in mezzo al delirio, sotto la pioggia, coi clacson??? no per dire eh)
E scaricata nonna, soni!
Cosa
cazzo
suoni!
Che stai in mezzo con ottocento metri di macchina, per non parcheggiare e fare due metri a piedi, cosa soni!!
E tutti si accalcano con gli ombrelli aperti, e fino qui per carità nulla di male, piove, la gatta non si muove, I open the umbrella, the pen is on the table.

Ma con gli ombrelli aperti, secondo voi, la gente sta ferma e mantiene un profilo basso?
Noooo!!! E perché mai!?
E che Antonia non ti fermi a salutarla?
E che la rappresentante de classe non te ferma per i soldi dell’ennesimo regalo/gita/libro?
E ovviamente, ad aspettare in fila sotto la pioggia, non ci sono i fratellini e sorelline con gli ombrelli aperti, che li fanno girare perforando cornee a manca e a destra? Carini che sono, io li osservo e penso alla Montessori che gioca a dama con la Franzoni…una dura lotta credetemi.
E una volta che si riesce a recuperare il proprio

figlio, l’anima candida ti guarda mentre tu cerchi di tenere in equilibrio zaino, ombrello e te stessa, e ti dice “dobbiamo tornare indietro che ho scordato il libro di storia in classe”.
La terra trema, le gambe vacillano, ti guardi indietro e vedi la ressa di gente stizzita, fradicia, e il solo pensiero di rifare la strada al contrario ti procura un malessere simile a un principio di infarto.
Un respiro e…
“Ti faccio la giustificazione, scappiamo da qui prima che ci raggiungano!”

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